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Eccome

E’ come scoprire un giorno di essere stati Michael Schumacher,
senza saper ora più guidare.

E’ come essere chiamati grandi poeti,
pur componendo solo racconti ironici.

E’ come vedere Rosolino
annaspare nell’acqua profonda un metro.

E’ come dipingere un cielo azzurro
e vederlo come mare in tempesta.

E’ come prendere in giro la vita,
senza sapere che è lei che ti beffa eccome.

 

 

Il 4 Novembre è festa nazionale

Visto che sono una persona che non ama mettersi in mostra, e le manifestazioni di pubblico affetto mi mettono sempre un po’ in imbarazzo, sottovoce e a pochi intimi vorrei sussurrarvi che oggi è…

IL MIO COMPLEANNO!

In sintonia col mio status di persona umile ed acqua e sapone, non disturbatevi di donarmi (solo) i vostri auguri, ma procuratevi un bel regalo possibilmente sostazioso e costoso.

Grazie!


P.S. C’è chi ha già pensato ad un regalo speciale, donandomi la possibilità di pubblicare un mio racconto in quattro parti sul sito http://www.setteperuno.it . Ogni venerdì di questo mese verrà pubblicato un episodio.

Ed ecco a voi il primo.
Co.Co.Co.inquiline. Conviventi a progetto. Parte I

 

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In vino veritas

Questi giorni sono dettati da un ritmo cadenzato, un quattro quarti intonato, allegretto ma non troppo, con il gran finale del diluvio universale su Roma.

Non ho chiuso occhio tutta la notte a causa dei dolori alla ferita, sto diventando come quei vecchietti che si lamentano dei dolori reumatici.

Poi quando ha finalmente iniziato a piovere mi sono sentita rinata.

La pioggia, da sempre, ha un effetto catartitico. Scioglie le mie emicranie, distende i fasci muscolari delle mie ferite di guerra, attenua i dolori alle ginocchia e caviglie. Causa e risoluzioni. Croce e delizia dei malesseri.

Che poi, a dirla tutta, se la smettessi di indossare i tacchi per fare la strafiga, forse le mie ginocchia e le mie caviglie non soffrirebbero come le articolazioni di un neo ottantenne. Ma strafiga son nata e strafiga morirò.

Già vedo titoli da prima pagina:
” Morta avvenente donna sulla 30ina, precipitata giù dal suo tacco 12. Christian Louboutin si unisce al cordoglio dei familiari tutti “

Da grande vorrei fare una uscita di scena spettacolare. Strozzandomi con il caviale, incastrandomi col tacco in un tombino e facendomi investire da una ferrari, chiudendomi per sbaglio nel caveu di Tiffany, o spaccando vetrine vestita da black bloc. Ancora devo decidere.

Sta di fatto che ieri ho dato già prova della mia signorilità.

Sono stata invitata ad un pranzo per festeggiare la laurea di un mio carissimo amico. Io, la fidanzata del mio amico e poi solo parenti in uno dei ristoranti più amati di Totti. Giusto per farvi capire l’andazzo.

L’ambiente è di quelli di classe, di quelli dove ci sono tremila bicchieri e settemila posate, dove il tovagliolo è sempre sistemato nel modo più strano possibile e le tovaglie sono bianche candide.

Sono arrivata fasciata nell’unico tubino nero che possiedo, tutta agghindata come un albero di natale nella mia Clio scassatissima. Anche lei era fregiata per l’occasione, da una sonora cacata di uccello malefico che partiva dal tetto e scivolava giù lungo tutta la fiancata, di un marrone cacca di diabetico (cit.).

Ho parcheggiato la gommy-mobile ovviamente fuori per strada e non nel parcheggio riservato ai clienti del locale perchè probabilmente non mi avrebbero fatto entrare, visto che il custode in uniforme bella linda e pinta da lontano mi aveva già fatto un’occhiataccia come a dire: ” ndo cazzo voi annà te? “

Parcheggio dunque lontano dagli occhi del parentame tutto, e pure lontano dal custode che m’ha minacciato con lo sguardo per tutto il tragitto dalla macchina all’ingresso del locale, e finalmente mi aggancio alla fidanzata del mio amico cercando in lei un conforto solidale.

La lunga tavolata era sistemata proprio innanzi ad una intera parete di bottiglie di vino pregiato, sistematate una vicino all’altra, strette e tremendamente in bilico.
Ho sudato venti camicie immaginarie prima di potermi sedere al mio posto e poter finalmente riprendere una normale respirazione, constatando, per la prima volta in 25 anni, di non aver fatto ancora nessuna figura di merda.

Ma mi sono subito smentita.

” Gommy vuole dell’acqua? “

Certamente sì, stavo sudando come un bisonte nella tenda di Toro Seduto, e faccio per prendere il bicchiere.
Dunque questo grande a calice no, che l’ho visto sempre usare dall’enologo di Gusto a Canale 5 ( ” all’olfatto sa di more del sottobosco fiorentino e miele di acacia del valdinon(na)” ).
Quello stretto e lungo no, perchè non mi ci entra il naso a bere con comodità.
Vabbè prendo questo brutto e basso.

Scelta perfetta se non fosse che ho preso quello della zia accanto a me, che m’ha guardato come se l’avessi derubata del suo più prezioso gioiello.

” Mi perdoni signora, mi sono sbagliata, non volevo… “
facendo definitivamente precipitare la situazione nel prendere il mio bicchiere ancora pulito per fare uno scambio equo e solidale, ma facendo capitolare la bottiglia di nero d’avola sulla tovaglia bianca immacolata.

” Beh il nero da tavola, si chiama così per un motivo no? “

In quel preciso momento il tempo si è fermato, nel mio cervello l’ultimo neurone si è suicidato, gli sguardi dei presenti erano assenti, mentre le mie ascelle non accennavano a placare il fiume in piena di sudore.

E proprio in quel momento esatto ho capito che non morirò in modo eclatante. Ma solo di vergogna.

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Perchè

Sto troppo bene per scriverlo sul blog.

Ops.

Sono geko d’amore per te

Verde e grigia.
La tua coda penzolava fra le copertine de "La fata Carabina" e la "Coscienza di Zeno". 

Ed io, che coscienza non ho, ho deciso che dovevo accompagnarti fuori, come si mette alla porta un ospite non gradito. O un venditore di aspirapolveri. O la vicina di casa che bussa ogni giorno a chiedere se possiamo prestarle lo zucchero, il caffè, il sale, un limone, i wurstel, il tonno, il pane, l'aglio, la pasta e tanto altro ancora.

Bella, tengo scritto "supermercato" sul campanello?

Ma ritornando a te coinquilino abusivo, che ti nascondevi dietro la libreria, e mi hai costretto a togliere uno ad uno i miei libri preferiti, poi quelli non preferiti dell'università, i vari pupazzi, i portafoto, la mia penna a forma di struzzo celeste, la scatola delle conchiglie, i portacandele senza candele, lo gnomo portafortuna, la riproduzione gigante di una molecola mai esistita, ma che sarà quella che mi farà vincere un premio Nobel o almeno un ricovero gratis in psichiatria.

Tu, che se sei geco ma ci vedi benissimo, e più io toglievo tomi e più tomo tomo insidiavi altri manoscritti. 

Tu, che hai rischiato che ti schiacciassi fra le pagine del librone di Chimica, che tanto l'esame l'ho fatto e comunque poi dall' anno prossimo un libro di Chimica lo scrivo io, in base alle nuove teorie che discenderanno dalla molecola di cui sopra. Accatatevillo.

Tu, che quando t'ho stanato finalmente, sbattendoti in faccia tutta la mia crudeltà e anche la scopa a dirla tutta, non ho avuto pietà di te e t'ho massacrato con le setole.

Tu, che invece di morire ridevi quasi solleticato.

Tu, che infine t'ho preso, t'ho braccato, t'ho fatto prigioniero sulla paletta e poi un momento prima di  scaraventarti dal balcone, dove avresti spiccato il volo ricadendo accidentalmente su quello della signora che ci viene a chiedere sempre la pasta, il tonno, la cartaigienica, un po' di svelto, signorì ce l'hai l'aceto che io due melanzane grigliate me le farei oggi, ma che c'hai pure le melanzane per caso?

" No signora mi spiace, però se aspetta un attimo le do un barattolino di una cosa speciale. Non lo apra finchè non è in casa sua! "

Tu, hai avuto salva la vita.

Ed io, io sono una perfetta vicina di casa. 

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Ciao sono io, amore mio – Buonasera dottore

 

" Salve signorina de Gommis, siamo quei pazzi scellerati che l'hanno squartata circa un mese fa "

" Chi non muore si rivede, direi "

" Beh a dire il vero, sarebbe potuta morire lei sotto i ferri "

" E' sempre un piacere NON sentirvi "

" Bene Gommy, siamo a ferragosto. Che ne dice di tornare qui da noi domani alle 10 così la ricoveriamo di nuovo? "

" Che ne dite se invece domani organizzassimo una grigliata tutti insieme? "

" In sala operatoria non è consentito fare barbecue "

" Eppure l'odore di derma bruciato con l'elettrobisturi gli somiglia tanto… "

" Allora facciamo il 20 agosto ore 15? Venga digiuna "

" Ma non sarebbe meglio fare una cena a base di pesce? Alle 15 del 20 agosto fa caldo, vede, nessuno organizza pranzi in pieno agosto… "

" Non si preoccupi per il caldo, in sala si sta belli freschi "

" Senta ma chi ci sarà? "

" Guardi, il chirurgo generale, tre o quattro specializzandi, almeno due anestesisti, un paio di infermiere, un portantino… "

" Anvedi, e la portata principale quale sarebbe? "

" Lei "

" Lei chi scusi? "

" Lei, lei "

" Ah lei, io "

" Lei, lei. Serviamo fettine sceltissime di culo, su un letto di insalata di teli verdi in salsa di disinfettante "

" Complimenti allo chef "

" La aspettiamo quindi, 20 agosto ore 15. Non venga già mangiata, che ci pensiamo noi. Ci risentiamo fra un paio di giorni per la conferma definitiva "

" Perfetto. Non vedo l'ora "

E spensi il telefono.

E cambiai numero.

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Sapore di sale, Sapore di male

Le truffe del 2011 non sono opera della mente fantasiosa della Wanna Marchi di turno.

Le truffe di oggi sono fatte a mestiere. A mestiere di medico, per essere esatti.

Quando hanno deciso di ricoverarmi a distanza di 20 minuti dalla visita che avevo appena sostenuto, mi avevano rassicurato che l'operazione che mi avrebbero fatto sarebbe stata semplice ( vero ), veloce ( vero ), indolore ( falso ), e con un post-operatorio di 7 massimo 10 giorni ( manco per il cazzo ).

Siamo al 9 agosto, e quei truffaldini dei medici, dei chirurghi e di chi per loro, mica mi avevano detto che sarei stata spiaggiata sul lettino all'ombra del..le mura di camera mia.

Per altro con la rogna di fare medicazioni quasi giornaliere. Che mo ve lo dico, e che rimanga fra noi, mi hanno francamente rotto le palle. Per l'attesa prima della medicazione, per il doversi spostare con questo caldo immane, stare tante ore in piedi, litigare con gli altri astanti per chi c'era prima, e alla fine farsi smucinare una ferita di qualche centimetro (lunga e profonda) con un enorme coton fioc, dover resistere, sopportare e trattenere qualsiasi istinto omicida verso quel pinocchio del chirurgo o dell'infermiera che vi dice: " un altro po' di pazienza ".

Allora.

Io sono già paziente. Sono paziente in quanto cliente di un medico. Sono paziente già di mio, e vorrei bastasse così. Non mi dite sii paziente, perchè non voglio esserlo. O almeno non più.

Io voglio andare al mare.

" Ma al mare puoi andarci…

…l'importante è che non tocchi e/o entri in contatto con la sabbia, e non ti fai il bagno, e occhio al sudore. Si infetta la ferita. "


Cari medici, cari chirurghi, mi spiegate ccu minchia di mare è se non ci deve essere la sabbia, non ci deve essere l'acqua e neanche il sudore. 

Ccu minchia ci vado a fare al mare se mi devo fare una sauna che neanche il bagno turco di Ankara è così caldo, e devo anche fare in modo di non sudare, quindi prendere l'ombrellone, e devo inoltre evitare la sabbia, quindi andare sugli scogli, e poi come lo pianto l'ombrellone?

Senza contare che il cerotto si vedrebbe dal costume, e se malauguratamente riuscissi ad espormi al sole – senza sudare eh, che visto che mi girano ad elica forse riuscirei pure a rinfrescarmi –  me ne uscirei con un bel tatuaggio a forma, attualmente, di rombo. 

Ah ma almeno la sera esco. Ora che riesco anche a stare in piedi senza accasciarmi al suolo come uno spaghetto messo dritto sul tavolo, ora esco e mi prendo pure gli insulti dei conoscenti, che mi rivedono dopo mesi, e che ignari di tutto mi trovano nell'ordine: più brutta, più magra ma non magro bello ma magro malato, più bianca, meno curata, meno divertente e pure meno simpatica.

Devo dire però che niente mi perturba più.
E non sono i dolori, e non è il dover passare l'estate in casa, e non è una nuova coscienza che mi spinge ad essere meno frivola, a rendermi così pacifica col mondo, così serena, così, nonostante tutto, tranquilla e pure felice.

Non sono scontrosa.
Non mi lamento.
Non prendo male i commenti sarcastici dei miei compaesani.

Non mi importa.

Non mi importa perchè a settembre la calabrolesa cambia casa. E non c'è ferita, medicazione o chirurgo che possa rendermi triste.


 

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Di come Gommy andò in ospedale per una visita e ritornò a casa 2 giorni dopo

Una volta staccato il letto dal pannello del letto 12, ho iniziato a viaggiare.

" Sto volando Jack, sto volando ".

Con le braccia aperte, mentre percorrevo stesa sotto le coltri, il corridoio della corsia ed incontravo volti conosciuti, che si chiedevano cosa ci facessi io lì, che mi avevano visto 5 minuti prima entrare in ospedale con la borsetta e gli occhiali da sole, con i capelli vaporosi e qualche smorfia di dolore.

" Mi hanno ricoverato. Mi operano. "

" Ma… ma… ma… "

" Ci vediamo giù in sala! "

La sala operatoria profuma.

Sa di tensione, di freddo, di luci bianche, di bip di monitor, di teli verdi, camici bianchi. 
Sa di fili in ogni dove, sa di vene non trovate, di buchi rifatti, sa di disinfettante e propofol.
Sa di carezze sul viso di chi ti conosce. Ed io ho la fortuna di conoscerli.

" Adesso comincerai a sentirti rilassata "

" D'accordo "

" 26 anni giusto? "

" Veramente sono ancora 25 "

" Quanto ha detto che pesa? 60 kg? "

" Veramente no! "

" E tu che ci fai ancora sveglia? "

" Vigilo sulla veridicità dei dati sul mio conto "

" Ma tu dovresti dormire adesso "

" Datemi un cuscino almeno, io su sto coso freddo non ci riesco bene "

" Allora sono 65 kg? "

"  E alloraaa?! Io vi denuncio."

" Si può sapere quanto pesa?  E perchè non è ancora sedata? Gommy cerca di stare tranquilla "

"  Come faccio a stare tranquilla mi hai detto che peso 65 kg "

" Dormi "

" No, adesso prendete una bilancia e mi pesate. 65 kg io? Ma stiamo scherzando? "

" Fumi? "

" Se lo vedete uscire dalle orecchie è perchè mi sto incazzando "

" Bevi? "

" Solo due vodka martini la mattina "

" Fai uso di droghe? "

" Non vi si può nascondere niente "

" Ah no, abbiamo solo dimenticato di aprire la valvolina, ora arriva Morfeo! "

" Ah… ecco…  la valvolin… io non… 65 kg no… la dieta… Zzz… denuncio tutti… Zzz "

Ecco.
Quello che è successo da qui in poi non me lo ricordo.
Sulla lettera di dimissione c'è scritto:

Nome e Cognome: Gommy de Gommis
Età: 26 anni
Peso: 65kg
Reparto di degenza: Chirurgia Geriatrica.


Io li denuncio. TUTTI. 

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” Per la madonna! ” – ” Hip hip urrà! “

Mi sveglio la mattina alle 5. 

L'aria è fresca e silenziosa, e lo sarà ancora per due ore e mezza, all'arrivo degli operai la storia cambia.

Passeggio per casa, cercando di placare le fitte, e di far passare altro tempo prima di prendere l'ennesimo antidolorifico.

Scorgo nuovi segni sulla lavatrice. Stavolta verdi. 

Sono passati appena due giorni dalla fine delle festività patronali nel mio paese. 
Sono anni che non ne prendo parte.

Non che mi manchino quei fuochi da quattro soldi, o lo sfavillio di quelle luci, e le sagre del cattivo gusto cittadino.

Forse è solo nostalgia di casa, di quando fra le braccia di mio padre urlavo: " Stanno incendiando la madonna ". Disperata per la vicinanza delle scintille al manto della statua.

Credo che mi abbiano accontentato. Diversi anni dopo, quelle urla avranno scosso le coscienze degli organizzatori, e finalmente quegli artifici vengono fatti esplodere a distanza di sicurezza. Dalla madonna e dagli astanti.

Grandi passi in avanti nella civilizzazione, direi.

Scorgo dell'acidità nelle mie parole, e dovete scusarmi, perchè ora inizia a farmi male anche il dente, ed ho, oltre a qualche afta, anche una bella gengiva gonfia. Per non farmi mancare niente.

Eppure le mie preghiere le ho fatte, e la madonna dovrebbe essermi almeno riconoscente. Se c'è una che le ha salvato li culo, quella sono io.

Sospetto che si stia vendicando di quelle volte in cui, ogni benedetto anno, il prete della parrocchia in cui veniva fatto il travaso di madonna, veniva a prendersela inginocchiandosi all'altare ed intonando una nenia così soave da far venir giù i capitelli dorici  della Basilica, insieme a svariati santi e madonne delle vicinanze supplichevoli di smettere l'atrocità.

" A – A – A – Ave, Maris-ste – e -e – e – lla "

Si sarà offesa la madonna, e c'ha ragione, c'ha. 

Come la prendereste voi se venissero a casa vostra, un prete e diciamo un migliaio di persone gementi e piangenti in questa valle di lacrime, se vi chiedessero favori, se vi portassero via un paio di giorni solo per essere esposta in un' altra casa, una certa "casa di Dio", ma a quanto pare Dio deve essere un palazzinaro perchè ne ha, di proprietà, in ogni dove.

E pare non si chiami Berlusconi.

Insomma come reagireste voi, se dopo preghiere dei fedeli e non fedeli, suppliche e richieste di devoti dell'ultima ora, dopo oboli, processioni, luci, fuochi, madonnari, giostre, bancarelle di ogni sorta per festeggiarvi, dicono, e per  ringraziarvi di proteggere una città che ha buchi per terra e nelle casse, che ha politici corrotti con buchi nei terreni delle loro ville magicamente adibiti a piscine, con lavoro pressocchè nullo, attività commerciali locali chiuse e devastate dalla presenza di numerosi centri commerciali, dove ancora la mafia esiste ed è sottoforma di politica.

Un concerto a chiusura di tre giorni di festa di un qualche noto cantante italiano, che 9 volte su 10 è Albano, il tutto si conclude con una canzone. 

" A – A – A – Ave, Maris-ste – e -e – e – lla "

E mi incazzerei pure io. Per le stonature, del prete e della città.
E soprattutto perchè mi chiamano Maristella ed invece sono la Madonna del Carmine.

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Sul perchè desidero una morte lenta e dolorosa, che tanto nelle mie attuali condizioni non me ne accorgerei neanche.

Dolorino.

Dolore.

Molto dolore.

Ascesso.

Sempre più dolore.

Pronto soccorso.

Medicine.

Dolore con brio.

Antibiotici.

Lingua piena di bolle.

Dolore condito da altri dolori.

Non ci facciamo mancare niente: febbre.

Ricomincia dolore.

A corpo morto sul letto.

Dolore in qualsiasi posizione.

Notti insonni: 8.

Ho freddo.

Sono dello stesso colore delle lenzuola. Mi mimetizzo.

Dolore.

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